Un buon libro è di per sé un viaggio. Immersi nella lettura ci si può trovare come d'incanto in mezzo alla giungla come in un romanzo di Salgari o nella savana africana descritta da Karen Blixen ne La mia Africa oppure ci si può lasciare trasportare nel tempo, nel passato di un bel racconto storico e nel futuro dipinto dai visionari scrittori di fantascienza. Ecco perché l'accoppiata tra la passione per i viaggi e il culto della lettura riproposta anche quest'anno dalla libreria Cavallotto di Catania (il progetto è di Aldo Lardizzone e vanta la collaborazione con Avventure nel mondo), mi sembra quanto di più azzeccato.
lunedì 27 febbraio 2012
lunedì 20 febbraio 2012
Viaggi, chi mette il benessere al primo posto
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Il benessere al primo posto. Gli addetti ai lavori del mondo del turismo non hanno dubbi: sempre più uomini e donne sempre più stressati dalla routine quotidiana considerano la vacanza un'occasione per concedersi una pausa e rigenerarsi mentalmente e fisicamente. Ecco spiegato il boom di richieste per le vacanze benessere che si sta registrando negli ultimi tempi, come è stato evidenziato alla Bit 2012, la fiera dedicata al turismo che si è appena conclusa a Milano. Per rispondere a questa esigenza è nata la rete degli hotel del benessere, 40 strutture dove abbandonarsi a massaggi, fanghi termali e grotte del sale. Capofila di questa tendenza è sicuramente il Trentino, regione che è stata tra le prime in grado di destagionalizzare l'offerta turistica oltre i ristretti confini dei mesi invernali puntando proprio su benessere e relax. "Tantissimi visitatori - spiegano alla Bit - ci hanno chiesto informazioni su spa e terme, tanto che abbiamo quasi finito le brochure".
venerdì 17 febbraio 2012
Ipse dixit. "La vocazione del Sud è il turismo"
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A Milano è tempo di Bit, la fiera interazionale sul turismo Ed è tempo di analisi per il ministro del Turismo Piero Gnudi che rilancia, ancora una volta, il turismo come scialuppa di salvataggio per il Sud. "Dobbiamo convincerci che la vocazione del Sud Italia è il turismo - afferma il ministro - inutile fare grandi cattedrali nel deserto, meglio un accordo con una compagnia low cost per portare visitatori. E poi dobbiamo cominciare a pensare in modo diverso: una volta se un turista si trovava male lo raccontava al vicino di casa, adesso va su Tripadvisor e lo racconta al mondo intero, ciò significa che se un operatore tratta male un turista sta danneggiando l'intero paese".
| La Bit a Milano/ da Repubblica.it |
Serve un cambiamento di mentalità, serve uscire dal provincialismo per proiettarsi in scenari internazionali dove la comunicazione Web gioca un ruolo chiave per dare vigore ad un comparto fondamentale per l'economia italiana. "Forse noi italiani non l'abbiamo capito bene - spiega Piero Gnudi - ma il turismo incide oggi per il 13 per cento sul Pil e potrà arrivare al 18 per cento se riusciremo a catturare i nuovi viaggiatori. Eppure finora lo abbiamo sempre sottovalutato. E' un grande business in cui abbiamo grandi deficienze, non abbiamo grandi catene di alberghi, non abbiamo investito in infrastrutture, abbiamo un sistema di stelle (di rating) troppo frammentato e discontinuo tra regioni".
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mercoledì 15 febbraio 2012
Cacioteca di Ragusa: formaggi da esposizione
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Ogni località mette in mostra ciò che ha di buono. Se ad Istanbul è appena nato il museo del caffè turco, a Ragusa, epicentro della produzione casearia in Sicilia, ha da poco aperto i battenti la Cacioteca regionale siciliana, un museo dedicato ai formaggi, ma non solo. Nella provincia che si candida a divenire capitale del gusto, avendone tutte le carte in regola, la Cacioteca rappresenta un centro di stagionatura internazionale sperimentale, unico nel suo genere in Italia. Al suo interno accoglie cento formaggi e pure 50 etichette tra vini, oli e birre artigianali.
lunedì 13 febbraio 2012
A Istanbul il caffè turco si merita un museo
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"Una tazza di caffè si ricorda per 40 anni", recita un detto turco. Quanto basta per far comprendere che in questo luogo sospeso tra Europa e Asia, tra Oriente e Occidente, il caffè turco è un'autentica istituzione. Ecco perché proprio in questi giorni a Istanbul (qui una piccola guida) gli è stato dedicato un vero e proprio museo: qui, tra le altre cose, i visitatori hanno anche la possibilità di apprendere i segreti per prepaparare un caffè turco d'autore.
Il caffè turco si prepara mettendo la polvere di caffè macinata molto fine nell'ibrik, un piccolo bricco in genere d'ottone assieme ad acqua, zucchero e, a seconda delle tradizioni, spezie come il cardamomo. La miscela va sottoposta a una tripla bollitura che rende il caffè turco denso e sciropposo: prima di berlo infatti occorre farlo decantare per qualche minuto. Ancora oggi c'è chi si diletta nell'interpretazione di ciò che resta in fondo alla tazza: in Turchia così come nei Paesi dei Balcani sottoposti alla dominazione ottomana la lettura dei fondi del caffè è al centro di una tecnica di divinazione chiamata caffeomanzia.
Il museo dedicato a questo simbolo della Turchia è ospitato dal Museo delle arti turche e islamiche di Istanbul ed è descritto come "il primo posto in cui il caffè turco è cucinato e servito nella maniera più distinta".
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