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mercoledì 19 giugno 2013

In Sicilia per ammirare il Rito della Luce

La Piramide di Mauro Staccioli
La Piramide 38° Parallelo di Mauro Staccioli torna ad aprire il suo portone. È un'occasione che capita una volta l'anno, in occasione del solstizio d'estate, il giorno più lungo dell'anno, e vale la pena di approfittarne. Non solo  perché addentrarsi in questa imponente scultura bronzea, vedere la luce filtrare all'interno, sentire il suo "battito" prodotto dagli assestamenti dell'acciaio, regalano una sensazione di compenetrazione con l'energia della materia. Ne vale la pena perché attorno a questo giorno speciale Antonio Presti, mecenate e ideatore del Parco scultoreo Fiumara d'Arte di cui la Piramide costituisce un elemento essenziale pur essendo l'ultima arrivata in ordine di tempo, ha creato un evento unico che riporta a galla antiche tradizioni e suggestioni cosmologiche. 

venerdì 27 maggio 2011

In Sicilia per il rito della luce

In Sicilia il solstizio d'estate si celebra con un rito. Un po' come facevano le civiltà primitive che celebravano la luce in contrasto alle tenebre e così facendo hanno disseminato di suggestioni anche le religioni contemporanee. In Sicilia il mecenate Antonio Presti, animatore della Fondazione Fiumara d'arte, ha rispolverato questa antica tradizione adeguandola ai tempi e facendone un evento denso di emozione. 


In occasione del solstizio d'estate, il giorno più lungo dell'anno, il rito della luce è un appuntamento simbolico che riunisce migliaia di giovanissimi studenti in nome dell'inno alla bellezza. Sabato 18 e domenica 19 giugno si celebreranno la Notte della Poesia del Castello dei Ventimiglia di Castelbuono e il Rito della Luce, che animerà dal tramonto all’alba l'altura di Motta d'Affermo, dove sorge la Piramide - 38° Parallelo, l'imponente opera dello scultore Mauro Staccioli che sintetizza la coesistenza degli opposti. 
Per volontà della Fondazione Fiumara d'Arte di Antonio Presti, la Piramide sarà visitabile all'interno solo nei giorni delle porte solstiziali, a giugno, in coincidenza con il solstizio d'estate. "Ancora una volta una scelta simbolica - spiegano dalla Fondazione - sono i giorni più lunghi dell'anno in cui le ore di luce superano quelle del buio. Chi parteciperà annualmente al rito della Piramide sceglierà sempre il trionfo della luce. Nella volontà di Antonio Presti, infatti, c'è l'idea di ritualizzare l'apertura dell'opera coinvolgendo poeti, musicisti e danzatori, e di sancire un gemellaggio con le isole Eolie, ed in particolare con lo Stromboli, che con il suo triangolo di fuoco universale, si collega idealmente all'emergere della Piramide nel Parco di Fiumara d'Arte".
Antonio Presti
Quest’anno l’iniziativa fa il bis con la partecipazione di tremila studenti di trenta scuole siciliane che negli scorsi mesi hanno incontrato i grandi poeti coinvolti nel Gran Tour della Poesia. I componimenti più belli realizzati dagli studenti in gruppi o singolarmente saranno letti durante il Rito della Luce a Motta d’Affermo.  “La conferma del secondo anno, oggi, mi dà la forza per continuare negli anni futuri - spiega Antonio Presti - Credo che questo sia il più bel dono che posso fare alla mia terra: lasciare alle nuove generazioni l'opportunità di riunirsi ogni anno, in quei giorni d'estate, e scegliere sempre il trionfo della luce”.




venerdì 18 giugno 2010

La luce e l'arte si incontrano nella Piramide 19-21 giugno Castel di Tusa e dintorni

 La luce e l’arte. I raggi di sole che illuminano il mondo e donano colore, accarezzano le forme, le definiscono e ne proiettano l’ombra in attesa che arrivi l’oscurità. Il 21 giugno, il solstizio d’estate, è un giorno simbolico, come del resto era il 21 marzo, equinozio di primavera, che ha tenuto a battesimo la Piramide-38° Parallelo, ultima creatura del parco scultoreo di Fiumara d’arte, nel Messinese. Un’opera monumentale alta 30 metri in cui la tinta bruna dell’accaio corten finisce per confondersi con la natura e sembra quasi emergere come un blocco di pietra dalle alture di Motta d’Affermo, un triangolo di energia concepito dallo scultore milanese Mauro Staccioli come una figura perfetta che invita a meditare sul destino degli uomini in continua lotta tra immanenza e trascendenza, tra materia e spiritualità.


Il 21 giugno, il giorno più lungo dell’anno, è carico di simboli e di verità nascoste agli occhi dei più. E’ il giorno scelto per il “rito della luce” che il mecenate Antonio Presti sta organizzando nel fazzoletto di comuni a cavallo tra i Nebrodi e le Madonie: Motta d’Affermo, Castelbuono, Castel di Tusa uniti in nome della misticità del momento, dell’arte e della bellezza per un evento che inizierà il 16 giugno con un workshop dedicato ai giovani fotografi con il grande fotoreporter franco-iraniano Reza che dell’impegno civile contro le guerre e la tutela dell’infanzia abbandonata ha fatto la sua missione di vita. Dal 16 al 18 Giugno 2010, Reza lavorerà insieme a 40 artisti fotografi, tra le stanze d’autore dell’Art Hotel Atelier sul Mare di Castel di Tusa e le sculture monumentali del parco di Fiumara d’Arte che verranno utilizzate come set fotografici, catturando sguardi ed espressioni, dettagli, l’anima e la bellezza del territorio della Valle dei Nebrodi.

Da un’espressione d’arte a un’altra per arrivare a Castelbuono la sera del 19, a partire dalle 21, quando al Castello dei Ventimiglia si celebrà la Notte della poesia con il coinvolgimento di grandi poeti nazionali e siciliani, preludio e parte essenziale del Rito della Luce che si svolgerà di lì a poco alla Piramide. “In una società che ha smarrito ogni dignità e Bellezza – spiega l’ideatore Antonio Presti – vogliamo restituire un momento di ritualità che nella sua semplicità sia capace di parlare non solo ad artisti e intellettuali, ma al cuore della gente. Le antiche società celebravano il sole periodicamente, perché sapevano bene che la rigenerazione è ciclica. Noi invece abbiamo perso quella concezione circolare del tempo, che consente di ricominciare trasformando; noi viviamo un tempo lineare, perennemente in fuga, una successione di attimi sempre differenti che consentono una nascita ma non una rinascita. Mai come in questo momento, credo il mondo abbia bisogno di una luce rigeneratrice”. L’evento raggiungerà il suo culmine nel pomeriggio del 20 giugno: al tramonto poeti, artisti, musicisti, danzatori saranno parte di un rito che ricorda il passato e catapulta nel futuro.

 
Pubblicato su SiciliaOggi pagina 23, edizione del 12/06/2010

martedì 23 marzo 2010

Fiumara d'arte e la magia della Piramide


Il mecenate Antonio Presti
L’equinozio di primavera è da sempre un momento “magico”. La luce dura quanto il buio in questo giorno che segna l’inizio di una nuova stagione, il risveglio dell’uomo e della natura dal torpore dei mesi più freddi. E non è un caso che il mecenate Antonio Presti (nella foto a sinistra) abbia scelto proprio questo momento dell’anno per inaugurare la Piramide, l’ultima creazione che va ad arricchire il parco scultoreo più grande d’Italia, Fiumara d’arte.
Lo scultore Mauro Staccioli
L’opera realizzata dall’artista Mauro Staccioli (nella foto a destra) è un insieme di lastre di acciaio corten che si innalza per 30 metri su un’altura di Motta d’Affermo, nel Messinese. Ci sono voluti due anni e mezzo di lavoro per realizzarla e condensarvi l’idea dell’universale, della coesistenza degli opposti. “Il triangolo – afferma Staccioli - è la figura a tre punte di cui immagino che i vertici siano Arte, Religione e Filosofia. E’ la Sicilia”. Questa figura perfetta è un invito a meditare sul nostro destino di uomini in lotta tra immanenza e trascendenza, tra materia e spiritualità, ma anche un ammonimento all’appiattimento morale di una società che - sottomessa alla dittatura del consumismo - ha smarrito ogni senso di bellezza, ogni ricerca di giustizia.
E anche il nome della Piramide - “38° Parallelo” - è stato frutto di una logica precisa: la latitudine del luogo in cui è situata la scultura corrisponde a quella in cui, nell’emisfero opposto, passa il confine tra Corea del Nord e Corea del Sud, quasi a voler riequilibrare la tensione conflittuale di un luogo con la sacralità dell’Arte.
“La nostra società ha smarrito ogni senso di bellezza, di dignità – sottolinea Presti – E non mi sembra casuale che in questo momento riaffiorinoi conflitti, le ingiustizie, gli scontri razziali. Quando il Potere sceglie come suo valore la mediocrità, è incapace di progettare il futuro, trascinando verso il basso la società del proprio tempo”.
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