Mettete un parcheggio di periferia, costato milioni di euro ma ancora non utilizzato nonostante le buone intenzioni annunciate dall'amministrazione comunale. Immaginate che al posto di automobili in sosta e autobus di passaggio, ci sia gente che corre, che gioca con macchine radiocomandate, che porta a spasso il cane (questo almeno di giorno perché quando cala la sera, in assenza di illuminazione pubblica, i movimenti sono di ben altra natura). Ora visualizzate i muri che ne delimitano il perimetro, affrancati dal naturale grigiore e trasformati in opere d'arte. Tele improvvisate per esprimere la creatività dei cultori della street art nostrana, che altrove sarebbero celebrati come tali. E' quello che sta succedendo al parcheggio scambiatore Due Obelischi, a Catania. I catanesi si sono appropriati di migliaia di metri quadrati altrimenti inutilizzati e, in assenza di polmoni verdi e aree per fare un po' di sana attività sportiva, hanno scelto di viverli a modo loro. Il parcheggio prima o poi entrerà in funzione (è pronto da circa sei anni) ma sarebbe bello se per quel giorno il Due Obelischi fosse trasformato in un'enorme galleria d'arte a cielo aperto.
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lunedì 23 gennaio 2012
L'altra Catania. La street art si fa largo
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Mettete un parcheggio di periferia, costato milioni di euro ma ancora non utilizzato nonostante le buone intenzioni annunciate dall'amministrazione comunale. Immaginate che al posto di automobili in sosta e autobus di passaggio, ci sia gente che corre, che gioca con macchine radiocomandate, che porta a spasso il cane (questo almeno di giorno perché quando cala la sera, in assenza di illuminazione pubblica, i movimenti sono di ben altra natura). Ora visualizzate i muri che ne delimitano il perimetro, affrancati dal naturale grigiore e trasformati in opere d'arte. Tele improvvisate per esprimere la creatività dei cultori della street art nostrana, che altrove sarebbero celebrati come tali. E' quello che sta succedendo al parcheggio scambiatore Due Obelischi, a Catania. I catanesi si sono appropriati di migliaia di metri quadrati altrimenti inutilizzati e, in assenza di polmoni verdi e aree per fare un po' di sana attività sportiva, hanno scelto di viverli a modo loro. Il parcheggio prima o poi entrerà in funzione (è pronto da circa sei anni) ma sarebbe bello se per quel giorno il Due Obelischi fosse trasformato in un'enorme galleria d'arte a cielo aperto.
Mettete un parcheggio di periferia, costato milioni di euro ma ancora non utilizzato nonostante le buone intenzioni annunciate dall'amministrazione comunale. Immaginate che al posto di automobili in sosta e autobus di passaggio, ci sia gente che corre, che gioca con macchine radiocomandate, che porta a spasso il cane (questo almeno di giorno perché quando cala la sera, in assenza di illuminazione pubblica, i movimenti sono di ben altra natura). Ora visualizzate i muri che ne delimitano il perimetro, affrancati dal naturale grigiore e trasformati in opere d'arte. Tele improvvisate per esprimere la creatività dei cultori della street art nostrana, che altrove sarebbero celebrati come tali. E' quello che sta succedendo al parcheggio scambiatore Due Obelischi, a Catania. I catanesi si sono appropriati di migliaia di metri quadrati altrimenti inutilizzati e, in assenza di polmoni verdi e aree per fare un po' di sana attività sportiva, hanno scelto di viverli a modo loro. Il parcheggio prima o poi entrerà in funzione (è pronto da circa sei anni) ma sarebbe bello se per quel giorno il Due Obelischi fosse trasformato in un'enorme galleria d'arte a cielo aperto. venerdì 20 gennaio 2012
Berlino, dieci cose da fare in un weekend
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E' una delle città più hot del momento. A distanza di quasi 23 anni dalla caduta del Muro e sei anni dopo i Mondiali di calcio del 2006 che ne hanno decretato il rilancio mediatico, Berlino è una delle capitali europee più visitate degli ultimi tempi. Una città giovane perché tali sono i suoi abitanti e anche gran parte della la sua architettura riemersa dalle ceneri di un recente passato scomodo, una città che vive per sbalordire e mandare in frantumi gli stereotipi.
Berlino ha l'anima frenetica e vitale di gente che ama mangiare bene (chi l'avrebbe mai detto! la mia impressione è stata confermata da questo articolo del New York Times), ma anche in fretta e furia ingozzandosi nella miriade di fast food che costella le sue strade, tira tardi la sera anche nelle gelide serate invernali, bevendo birra al posto dell'acqua (tanto qui costa pure meno) e non mostrando grande soggezione nei confronti di palazzi e monumenti, spesso imbrattati di scritte e graffiti. Ma è proprio questa l'anima di Berlino, quella della controcultura, della street art e degli squatter ed è quella che consiglio di esplorare anche se il tempo a disposizione è poco.
Berlino ha l'anima frenetica e vitale di gente che ama mangiare bene (chi l'avrebbe mai detto! la mia impressione è stata confermata da questo articolo del New York Times), ma anche in fretta e furia ingozzandosi nella miriade di fast food che costella le sue strade, tira tardi la sera anche nelle gelide serate invernali, bevendo birra al posto dell'acqua (tanto qui costa pure meno) e non mostrando grande soggezione nei confronti di palazzi e monumenti, spesso imbrattati di scritte e graffiti. Ma è proprio questa l'anima di Berlino, quella della controcultura, della street art e degli squatter ed è quella che consiglio di esplorare anche se il tempo a disposizione è poco.
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