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martedì 29 gennaio 2013

Viaggio in California: yoga ed ecologia


Le cupole dell'ashram di Yogananda
sullo sfondo di un cartello molto originale
Altro che lustrini, star ed eccessi. La California che mi piace sfugge dall’esibizionismo in stile Kardashian per parlare la lingua della "fratellanza", del rispetto per la salute del proprio corpo e del proprio spirito così come del pianeta che ci accoglie. È la lingua parlata da gente easy, senza troppi fronzoli insomma, che incontri mentre surfa le onde del Pacifico, fa jogging sul lungomare di Santa Monica o si allena al chiuso delle tante scuole di yoga e meditazione che hanno trasformato la West Coast in una succursale del Kerala. Uomini e donne (e pure tantissimi bambini, s'inizia giovanissimi da quelle parti) che bazzicano gli onnipresenti Farmers’ Market che hanno fatto da apripista al resto del mondo e, per scelta etica, salutista ed ambientalista, gustano una cucina che per sapori e qualità non ha nulla da invidiare a quelle più rinomate. Non è una questione di estetica e di apparenza ma è segno di una forte cultura radicata da decenni nei californiani che, per dirne soltanto una, scoprirono la svolta bio già negli anni Sessanta, in tempi decisamente non sospetti dalle nostre parti.

mercoledì 24 ottobre 2012

San Diego, dieci cose da fare

San Diego è a metà strada, in senso metaforico, tra Los Angeles e San Francisco. Meno dispersiva e caotica della vicina metropoli della Southern California, ma anche meno europea della "capitale morale" del Golden State. Ciò che attrae di SD, come la chiamano gli americani tanto avvezzi a risparmiare sulle lettere dell'alfabeto, è il suo stile di vita rilassato, tutto sole, spiagge, surf e green attitude. Gli abitanti di San Diego sanno godersi la vita con un atteggiamento easy che risente delle influenze del tanto vicino Messico: Tijuana, al di là del confine, in pratica fa parte della cintura urbana, basta prendere il trolley, scendere a San Ysidro e attraversare la frontiera per un assaggio di Mexico (in versione trappola per turisti). Inoltrandosi dopo Tijuana il Messico vero della Baja California è tutta un'altra cosa.
A questo punto, la domanda è: che cosa c'è da vedere a San Diego? La risposta forse vi lascerà delusi, o forse no: perché SD è più uno stato dell'anima che un luogo da esplorare, un'esperienza da vivere con tutti e cinque i sensi. 

venerdì 11 settembre 2009

Sulle tracce della mitica Route 66


Un tratto di Route 66 in mezzo al deserto del Mojave 
Tra i primi ci fu lo scrittore californiano John Steinbeck che nel suo capolavoro Furore (Grapes of wrath), vincitore del prestigioso premio Pulitzer, consacrò il mito della Route 66, la Mother road che attraversa gli Stati Uniti per 3.755 chilometri da Chicago, nell’Illinois, a Santa Monica, in California. Da allora ne è passato di tempo ma il fascino della storica highway statunitense, che assistette per anni alle continue ondate di migrazione dirette verso il West (la più massiccia avvenne negli anni Trenta dello scorso secolo all'epoca del Dust bowl) è tuttora intatto, alimentato da canzoni celebri come Get your kicks on Route 66 del cantante jazz Bobby Troup ed entrata nel repertorio di musicisti come Nat King Cole, Chuck Berry e persino dei Rolling Stones - e dai set cinematografici (di recente sulla Mother road è stato ambientato il film d'animazione della Pixar Cars - Motori ruggenti).


 

Il mito è poi sapientemente fomentato da ben riuscite operazioni di marketing: basti pensare che il gagliardetto che indica il nome della strada, ormai desueta e sostituita dalla ben più moderna rete di highway, è diventato un simbolo, un formidabile brand che troverete impresso su ogni attività commerciale baciata dalla Main street... 
Quando si viaggia negli States le occasioni per imbattersi sulla Historic Route 66 non mancano di certo. Alcuni decidono di percorrerla per intero, ma la maggior parte dei viaggiatori la "incontra" lungo un itinerario nella West Coast dove si sovrappone a tratti alla I-40 che si dirige dalla California verso gli Stati più interni. 

Le mie tappe

Il Coffe Shop di Ludlow dove sarete accolti
da personale in abito d'epoca
Ludlow (California) Appena dieci abitanti per questa  ghost town dal sapore autentico in pieno Mojave desert. Una stazione di servizio, un motel e un Coffee shop sono gli unici segnali di presenza umana in questo territorio desolato che un tempo non molto lontano fu movimentato alloggio dei minatori. L'atmosfera è surreale...
A pochi chilometri da Ludlow si trovano due località dai nomi quantomeno bizzarri. Una si chiama Siberia ed è in netto contrasto con le temperature che si sperimentano qui, soprattutto d'estate, l'altra è Bagdad e l'incongruenza non ha bisogno di spiegazioni!   

Il simbolo di Kingman
Kingman (Arizona). Una destinazione da non perdere. Tutto qui trasuda la storia della Route 66 che si sovrappone con l'arteria principale del paese, la Andy Devine Ave. dove si rincorrono ottime steak house, motel economici e alberghi delle maggiori catene (io ho soggiornato all'ottimo Best Western A Wayfarer's Inn, stanze ultracomode e colazione super). Location ideale per assaporare il gusto del Far West e scattare foto memorabili. Kingman è incorniciata da un panorama di rocce rosse che dà al visitatore la sensazione di essere immerso in un film di Sergio Leone ed è anche una buona base di appoggio per visitare il Grand Canyon (il West rim col suo sensazionale Skywalk dista solo 70 miglia, a circa tre ore di auto si trova invece il South rim). Prima di arrivare a Kingman si incontra Oatman, un'altra delle ghost town nella rete di ex città di minatori che punteggiano il territorio statunitense. Un tempo uno dei più grandi fornitori di oro degli Usa, Oatman è stato scelto come set cinematografico e persino come meta della luna di miele di Clark Gable e Carole Lombard: le celebri star di Hollywood si era sposati a Kingman nel 1939 e trascorsero la loro prima notte di nozze all'Oatman hotel.
La via principale di Seligman
Seligman (Arizona). Divertente, kitsch, folle. In un'unica strada questo grazioso paesino condensa tutte queste caratteristiche. Laddove alla fine dell'800 esisteva una comunità di cowboy resa fiorente dalla linea ferroviaria, la Santa Fe railroad,  oggi c'è un'accozzaglia di negozi di souvenir devoti al mito della Route 66. Assolutamente da vedere il Rusty Bolt Gift  Shop, circondato e sovrastato da un'infinità di manichini...
Flagstaff (Arizona). Ammetto di essere stata positivamente condizionata dalla lettura del giallo di Giorgio Faletti Fuori da un evidente destino, interamente ambientato a Flagstaff tra canyon e indiani. In realtà si tratta di una cittadina piuttosto anonima, anche se posizionata strategicamente tra il Grand Canyon e la zona di Sedona, punto di riferimento per gli appassionati di new age. E persino la Route 66, tanto celebrata altrove, qui perde il suo caratteristico sapore di mito. Nulla da dichiarare, quindi. Inoltre, se pensate di alloggiare qui, è bene mettere nel conto il fischio del treno che vi accompagnerà per tutta la notte.

sabato 29 agosto 2009

California - Joni Mitchell

Ogni viaggio ha la sua colonna sonora...la musica di Joni Mitchell è la compagna ideale per una vacanza on the road in California.

Los Angeles, dieci cose da fare in un weekend

Los Angeles è più di una metropoli. E' un agglomerato di città spesso distanti tra loro, sia fisicamente che culturalmente, che convenzionalmente ricomprendiamo in un'unica etichetta. Per noi europei l'impatto con quella che è universamente nota come la capitale del cinema mondiale, presente nella nostra vita come se fosse dietro l'angolo tanto siamo assuefatti a vederla sugli schermi, può essere traumatico. Distanze impensabili, freeway che si intersecano all'infinito, quartieri off limits e una umanità tutta da scoprire.
Ecco perché, spesso, chi torna da un viaggio a LA resta deluso da quella che si aspettava una destinazione da sogno. In realtà Los Angeles è più di quello che appare a primo acchito. E per apprezzarla fino in fondo bisogna innanzitutto entrare in sintonia col suo spirito, respirare profondamente l'aria impregnata da un miscuglio di anime e farsi pervadere dalla sensazione di essere in un luogo dove tutto può accadere. Sul lato pratico, è bene attrezzarsi di un'automobile, di un navigatore satellitare (indispensabile) e di nervi saldi per cavalcare l'immensa ragnatela di autostrade tanto care agli angelenos che sfrecciano senza freno su una moltitudine di corsie.
Tanti vi diranno che a Los Angeles non c'è niente da vedere e che è sufficiente visitare gli Universal studios. Ma se è vero che Downtown può rivelarsi una delusione (anche se è carino immergersi nel quartiere messicano di El pueblo e il Dodgers stadium è veramente spettacolare), c'è tanto altro da vedere e da vivere.
La scelta più complicata da compiere quando si pianifica un soggiorno a LA è l'individuazione dell'alloggio. Vi consiglio di evitare di pernottare a Downtown, che già non è un granché di giorno, figurarsi la sera. Vivamente consigliato invece scegliere una sistemazione a Santa Monica, piacevole località sull'oceano con la sua atmosfera tranquilla e i suoi bei locali, oppure optate per Beverly hills che non delude le aspettative con le sue ville da sogno che rispecchiano fedelmente quello che si vede in tv. Personalmente ho pernottato a Hollywood al Best Western Hollywood hills: stanze enormi complete di frigo, forno microonde e l'immancabile macchina per il caffè), posizione strategica a pochi passi dal Walk of fame.

Cosa fare a Los Angeles

Una passeggiata sulla Walk of fame, il lungo marciapiede di Hollywood boulevard su cui sono incastonate le stelle con i nomi delle star del cinema, della musica, della tv e della radio. Abbiate pazienza e arrivate fino al Mann's chinese theatre dove ammirerete le impronte di mani e piedi dei vip e potrete sfidarvi in una caccia al vostro beniamino...
In estate non potete non andare a Santa Monica, tra baywatch e surfisti in attesa della giusta onda da cavalcare. Lasciate l'auto in uno dei parcheggi sul lungomare (10 $ per tutta la giornata), camminate tra le aiuole schivando e osservate la gente che pedala, fa jogging e si allena sui prati col personal trainer al seguito.
Se volete potete anche cimentarvi in un circuito ginnasti al Muscle beach, proprio sulla spiaggia. Merita anche una sosta uno dei tanti centri yoga di cui i californiani vanno letteralmente pazzi. A due passi dal lungomare (2215 Main St) c'è Yoga Works (22 $ per 90 minuti di lezione), aperto anche la domenica.
Gli Universal studios sono strepitosi. L'ingresso è abbastanza costoso, ma ne vale la pena per osservare da vicino i set dove vengono girate le serie televisive che rimpinzano ogni giorno la nostra tv e per farsi "inettare" una scarica di adrenalina con le fantastiche giostre che fanno impazzire bambini e soprattutto adulti.
Il tour delle star tra Beverly hills e Bel Air. Ci sono delle agenzie che te lo propongono a bordo di un pullman, ma si può fare benissimo (senza spendere un dollaro) con la propria automobile. Noi abbiamo trovato tutte le indicazioni sulle strade da percorrere per osservare le residenze delle star sulla Lonely Planet e mentre cercavamo la casa di Elvis Presley ci siamo imbattuti nell'ultima residenza di Michael Jackson (Carolwood drive), divenuta meta di pellegrinaggio per fan e curiosi. Molte ville in realtà sono nascoste da recinzioni insormontabili ma l'atmosfera è davvero incantevole e rasenta la perfezione. Provate anche a visitare il sito Star's home dove ci sono tutte le dritte del caso...
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