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venerdì 2 marzo 2012

Viaggi, il compagno di volo te lo scegli online

Il vicino di posto sull'aereo ora si può scegliere sul social network. Non è la stramba idea di una società di incontri galanti, ma l'iniziativa Meet and Seat promossa dall'autorevole compagnia aerea olandese Klm per mettere in contatto passeggeri che, viaggiando per lavoro, si stanno recando a uno stesso meeting, a una fiera o, perché no?, a un concerto. L'idea è quella di metterli in contatto attraverso le pagine dei social network in modo che il viaggio a bordo del velivolo si riveli più piacevole e anche proficuo. 
Per accedere al servizio, disponibile solo per le tratte in partenza da Amsterdam in direzione New York, San Francisco e San Paolo in Brasile o viceversa, il passeggero che viaggia da solo deve essere in possesso di un profilo su Facebook e Linkedin (attualmente due dei social network più affollati) e postare i dettagli della sua prenotazione attraverso la sezione del sito Klm "Gestire la prenotazione". Dopodiché potrà scegliere il suo posto e il suo vicino. Insomma , ormai neppure a migliaia di metri d'altezza ci si potrà più godere il lusso di stare con la testa tra le nuvole. 

mercoledì 18 maggio 2011

I giornalisti ai tempi di Twitter

Una volta le notizie bisognava andarle a cercare per strada. Lo raccontano i vecchi e bravi giornalisti, quelli che hanno conosciuto la fatica quasi fisica del mestiere, rievocando quei tempi come fanno gli anziani quando si riferiscono nostalgicamente al passato.
Non sto parlando di un secolo fa, neppure di decenni. Probabilmente fino ad appena un lustro fa il giornalista lo trovavi a caccia di informazioni sul campo perché solo toccando con mano la notizia era possibile coglierne sfumature, suggestioni, emozioni. Poi sono arrivati i social network ed è scoppiata la mania del citizen journalism. Tutti sono un po' giornalisti in quanto testimoni di uno spaccato di vita, cronisti di un pezzetto di verità.
E tutti raccontano: con parole, immagini, filmati...Twitter ad esempio è un ottimo strumento per mantenersi informati e i comunicatori d'oltreoaceno ne hanno fatto tesoro già da tempo. Per i giornalisti più tecnologici funziona quasi come un'agenzia di stampa da cui si possono attingere gli spunti più disparati.
Un sistema che ha radicalmente cambiato il loro modo di lavorare come riporta - giustamente, credo - Neal Mann di Sky News: la rete di informazione in tempo reale fornita da Twitter - spiega il giovane giornalista britannico - è diventata una parte cruciale della sua attività. Un lavoro non da poco visto che significa scremare quotidianamente i feed provenienti da circa 2000 fonti, ma di sicuro beneficio per la qualità dell'informazione, non foss'altro che per la capillarità geografica degli utenti.
E in Italia? Probabilmente c'è ancora tanto da fare. Twitter è ancora poco frequentato e i social network per ora sono più uno strumento di svago che di lavoro. Ma la rivoluzione arriverà presto anche da queste parti.

lunedì 28 marzo 2011

Anniversari: Twitter compie 5 anni

Twitter ha appena compiuto 5 anni e in questo lasso di tempo ha giocato un ruolo fondamentale nella comunicazione, soprattutto nelle situazioni di emergenza (come è accaduto in occasione del disastroso sisma in Giappone: l'11 marzo scorso si sono registrati 6.939 tweet in un secondo) o durante i movimenti di massa in paesi dove la censura diventa una regola (vedi Iran nel 2009, ma anche nelle recenti rivolte in Egitto e Tunisia). In 5 anni trascorsi dal primo cinguettio del 21 marzo 2006 Twitter ha macinato numeri da record.
Anche se per molti, soprattutto, in Italia il social network cofondato da Jack Dorsey è uno strumento ancora poco conosciuto,  se si riesce a prendere confidenza può accadere di rimanere stupiti dalla sua efficacia nel diffondere notizie e informazioni (e non le solite banalità reperibili su Facebook). Sperando che questo microcosmo, ancora un po' snob, se vogliamo, riesca a rimanere intatta la sua natura. 
Il Post ha elaborato alcuni utili consigli per non perdere la bussola e imparare a destreggiarsi con i 140 caratteri consentiti per ciascun tweet.

venerdì 8 ottobre 2010

Discover New twitter

Twitter si fa bello. Una grafica più accattivante, la possibilità di vedere le foto direttamente sulla timeline e l'anteprima degli utenti senza cambiare pagina. A me la nuova versione piace. Spero solamente che non segua la strada di Facebook e mantenga la sua aria un po' così, snob e riservata...

martedì 14 settembre 2010

Quel fascino perduto della privacy

Il Grande fratello è qui tra noi. Non serve abbandonarsi all'immaginazione stuzzicata dalle pagine di Orwell, né appiccicarsi allo schermo tv per curiosare nella ‘casa più spiata d’Italia’. Ormai basta collegarsi a un qualsiasi social network farci i fatti degli altri, che lo vogliamo o no. Lo sappiamo bene, un po' la situazione ci solletica e non ci capacitiamo del conto che prima o poi saremo chiamati a pagare. E così, ignari delle conseguenze, ci lanciamo nell’eterno flusso di comunicazione che di questi tempi invade ogni spazio e ogni momento della nostra giornata, travolti da un sovraccarico di informazioni di cui, francamente, potremmo fare decisamente a meno. Ma, al di là dei piccoli fastidi quotidiani tradotti in ex rompiscatole e in colleghi ficcanaso, questa bramosia del dire può determinare anche guai più seri. Vedi il dipendente licenziato perché anziché trovarsi a casa con la febbre se la spassa in barca a vela oppure il chiacchierone derubato dopo aver pubblicato un post in cui annuncia il suo imminente viaggio come riporta un articolo pubblicato su La Stampa.  
Insomma, ci sono quelli che non riescono a trattanersi e spifferano dettagli che dovrebbero rimanere protetti da occhi e orecchie indiscrete,  ci sono altri che si ritrovano vittime della rete di semi-spionaggio architettata da questi strumenti, potenzialmente infernali se non si fa un po’ attenzione a proteggere, ringhiando se necessario, la propria privacy. Giusto per fare un esempio:  Facebook ha messo a punto anche un nuovo strumento, chiamato "Places", che permette ai membri della comunità virtuale di condividere automaticamente la loro posizione geografica e controllare chi c'è in zona (in questo link le istruzioni per disattivarlo). Qualcosa di simile è già nelle mani di Ggoogle e di Twitter. Mentre la smania di comunicare dilaga nell'epidemia (interessante questa riflessione che analizza anche il cambiamento di abitudini ai tempi di Internet, dagli approcci timidi con il ricorso a nickname  all'esibizionismo puro)  negli Stati Uniti fioriscono i siti provocatori (http://icanstalku.com/   oppure http://pleaserobme.com/) per mettere in guardia, anche in maniera provocatoria, sui pericoli che si corrono. E per rendersi conto che un po' di mistero, a volte, non guasta...
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