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mercoledì 19 giugno 2013

In Sicilia per ammirare il Rito della Luce

La Piramide di Mauro Staccioli
La Piramide 38° Parallelo di Mauro Staccioli torna ad aprire il suo portone. È un'occasione che capita una volta l'anno, in occasione del solstizio d'estate, il giorno più lungo dell'anno, e vale la pena di approfittarne. Non solo  perché addentrarsi in questa imponente scultura bronzea, vedere la luce filtrare all'interno, sentire il suo "battito" prodotto dagli assestamenti dell'acciaio, regalano una sensazione di compenetrazione con l'energia della materia. Ne vale la pena perché attorno a questo giorno speciale Antonio Presti, mecenate e ideatore del Parco scultoreo Fiumara d'Arte di cui la Piramide costituisce un elemento essenziale pur essendo l'ultima arrivata in ordine di tempo, ha creato un evento unico che riporta a galla antiche tradizioni e suggestioni cosmologiche. 

martedì 23 marzo 2010

Fiumara d'arte e la magia della Piramide


Il mecenate Antonio Presti
L’equinozio di primavera è da sempre un momento “magico”. La luce dura quanto il buio in questo giorno che segna l’inizio di una nuova stagione, il risveglio dell’uomo e della natura dal torpore dei mesi più freddi. E non è un caso che il mecenate Antonio Presti (nella foto a sinistra) abbia scelto proprio questo momento dell’anno per inaugurare la Piramide, l’ultima creazione che va ad arricchire il parco scultoreo più grande d’Italia, Fiumara d’arte.
Lo scultore Mauro Staccioli
L’opera realizzata dall’artista Mauro Staccioli (nella foto a destra) è un insieme di lastre di acciaio corten che si innalza per 30 metri su un’altura di Motta d’Affermo, nel Messinese. Ci sono voluti due anni e mezzo di lavoro per realizzarla e condensarvi l’idea dell’universale, della coesistenza degli opposti. “Il triangolo – afferma Staccioli - è la figura a tre punte di cui immagino che i vertici siano Arte, Religione e Filosofia. E’ la Sicilia”. Questa figura perfetta è un invito a meditare sul nostro destino di uomini in lotta tra immanenza e trascendenza, tra materia e spiritualità, ma anche un ammonimento all’appiattimento morale di una società che - sottomessa alla dittatura del consumismo - ha smarrito ogni senso di bellezza, ogni ricerca di giustizia.
E anche il nome della Piramide - “38° Parallelo” - è stato frutto di una logica precisa: la latitudine del luogo in cui è situata la scultura corrisponde a quella in cui, nell’emisfero opposto, passa il confine tra Corea del Nord e Corea del Sud, quasi a voler riequilibrare la tensione conflittuale di un luogo con la sacralità dell’Arte.
“La nostra società ha smarrito ogni senso di bellezza, di dignità – sottolinea Presti – E non mi sembra casuale che in questo momento riaffiorinoi conflitti, le ingiustizie, gli scontri razziali. Quando il Potere sceglie come suo valore la mediocrità, è incapace di progettare il futuro, trascinando verso il basso la società del proprio tempo”.
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