mercoledì 15 febbraio 2012

Cacioteca di Ragusa: formaggi da esposizione

Ogni località mette in mostra ciò che ha di buono. Se ad Istanbul è appena nato il museo del caffè turco, a Ragusa, epicentro della produzione casearia in Sicilia, ha da poco aperto i battenti la Cacioteca regionale siciliana, un museo dedicato ai formaggi, ma non solo. Nella provincia che si candida a divenire capitale del gusto, avendone tutte le carte in regola, la Cacioteca  rappresenta un centro di stagionatura internazionale sperimentale, unico nel suo genere in Italia. Al suo interno accoglie cento formaggi e pure  50 etichette tra vini, oli e birre artigianali. 

L'insolita istituzione è stata inaugurata qualche settimana fa in occasione del Cheese Artmanifestazione organizzata dal Corfilac (Consorzio Ricerca Filiera Lattiero Casearia) che ha attirato a Ragusa esperti provenienti da 19 Paesi del mondo. L'obiettivo e' quello di approfondire le conoscenze scientifiche sui processi di maturazione dei formaggi storici siciliani tradizionali (dal pecorino siciliano al Ragusano, dalla tuma persa alla provola dei Nebrodi, dal maiorchino alla vastedda del Belice) per confrontarsi con la scuola degli affinatori francesi e italiani. "Uno strumento per non dimenticare il patrimonio culturale culinario tramandato da generazione in generazione", dicono gli ideatori.



Il museo è ospitato nella sede della Corfilac, in un struttura seminterrata con dodici celle di stagionatura suddivise su due livelli, con i formaggi esposti in vetrine avveniristiche, illuminate artisticamente per creare delle gallerie espositive. La casa dei formaggi siciliani intende allargare i propri orizzonti oltre i confini regionali, riservando uno spazio anche per i formaggi a media e lunga stagionatura provenienti dalla Francia, dalla Spagna dall'Inghilterra e persino dalla Mongolia. E poi anche per quelli a crosta fiorita ed erborinati. 
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