venerdì 11 settembre 2009

Sulle tracce della mitica Route 66


Un tratto di Route 66 in mezzo al deserto del Mojave 
Tra i primi ci fu lo scrittore californiano John Steinbeck che nel suo capolavoro Furore (Grapes of wrath), vincitore del prestigioso premio Pulitzer, consacrò il mito della Route 66, la Mother road che attraversa gli Stati Uniti per 3.755 chilometri da Chicago, nell’Illinois, a Santa Monica, in California. Da allora ne è passato di tempo ma il fascino della storica highway statunitense, che assistette per anni alle continue ondate di migrazione dirette verso il West (la più massiccia avvenne negli anni Trenta dello scorso secolo all'epoca del Dust bowl) è tuttora intatto, alimentato da canzoni celebri come Get your kicks on Route 66 del cantante jazz Bobby Troup ed entrata nel repertorio di musicisti come Nat King Cole, Chuck Berry e persino dei Rolling Stones - e dai set cinematografici (di recente sulla Mother road è stato ambientato il film d'animazione della Pixar Cars - Motori ruggenti).


 

Il mito è poi sapientemente fomentato da ben riuscite operazioni di marketing: basti pensare che il gagliardetto che indica il nome della strada, ormai desueta e sostituita dalla ben più moderna rete di highway, è diventato un simbolo, un formidabile brand che troverete impresso su ogni attività commerciale baciata dalla Main street... 
Quando si viaggia negli States le occasioni per imbattersi sulla Historic Route 66 non mancano di certo. Alcuni decidono di percorrerla per intero, ma la maggior parte dei viaggiatori la "incontra" lungo un itinerario nella West Coast dove si sovrappone a tratti alla I-40 che si dirige dalla California verso gli Stati più interni. 

Le mie tappe

Il Coffe Shop di Ludlow dove sarete accolti
da personale in abito d'epoca
Ludlow (California) Appena dieci abitanti per questa  ghost town dal sapore autentico in pieno Mojave desert. Una stazione di servizio, un motel e un Coffee shop sono gli unici segnali di presenza umana in questo territorio desolato che un tempo non molto lontano fu movimentato alloggio dei minatori. L'atmosfera è surreale...
A pochi chilometri da Ludlow si trovano due località dai nomi quantomeno bizzarri. Una si chiama Siberia ed è in netto contrasto con le temperature che si sperimentano qui, soprattutto d'estate, l'altra è Bagdad e l'incongruenza non ha bisogno di spiegazioni!   

Il simbolo di Kingman
Kingman (Arizona). Una destinazione da non perdere. Tutto qui trasuda la storia della Route 66 che si sovrappone con l'arteria principale del paese, la Andy Devine Ave. dove si rincorrono ottime steak house, motel economici e alberghi delle maggiori catene (io ho soggiornato all'ottimo Best Western A Wayfarer's Inn, stanze ultracomode e colazione super). Location ideale per assaporare il gusto del Far West e scattare foto memorabili. Kingman è incorniciata da un panorama di rocce rosse che dà al visitatore la sensazione di essere immerso in un film di Sergio Leone ed è anche una buona base di appoggio per visitare il Grand Canyon (il West rim col suo sensazionale Skywalk dista solo 70 miglia, a circa tre ore di auto si trova invece il South rim). Prima di arrivare a Kingman si incontra Oatman, un'altra delle ghost town nella rete di ex città di minatori che punteggiano il territorio statunitense. Un tempo uno dei più grandi fornitori di oro degli Usa, Oatman è stato scelto come set cinematografico e persino come meta della luna di miele di Clark Gable e Carole Lombard: le celebri star di Hollywood si era sposati a Kingman nel 1939 e trascorsero la loro prima notte di nozze all'Oatman hotel.
La via principale di Seligman
Seligman (Arizona). Divertente, kitsch, folle. In un'unica strada questo grazioso paesino condensa tutte queste caratteristiche. Laddove alla fine dell'800 esisteva una comunità di cowboy resa fiorente dalla linea ferroviaria, la Santa Fe railroad,  oggi c'è un'accozzaglia di negozi di souvenir devoti al mito della Route 66. Assolutamente da vedere il Rusty Bolt Gift  Shop, circondato e sovrastato da un'infinità di manichini...
Flagstaff (Arizona). Ammetto di essere stata positivamente condizionata dalla lettura del giallo di Giorgio Faletti Fuori da un evidente destino, interamente ambientato a Flagstaff tra canyon e indiani. In realtà si tratta di una cittadina piuttosto anonima, anche se posizionata strategicamente tra il Grand Canyon e la zona di Sedona, punto di riferimento per gli appassionati di new age. E persino la Route 66, tanto celebrata altrove, qui perde il suo caratteristico sapore di mito. Nulla da dichiarare, quindi. Inoltre, se pensate di alloggiare qui, è bene mettere nel conto il fischio del treno che vi accompagnerà per tutta la notte.
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